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autore
brano
 
Cicerone
Difesa di Coelio , 36
 
originale
 
36. Sin autem urbanius me agere mavis, sic agam tecum; removebo illum senem durum ac paene agrestem; ex his igitur tuis sumam aliquem ac potissimum minimum fratrem, qui est in isto genere urbanissimus; qui te amat plurimum, qui propter nescio quam, credo, timiditatem et nocturnos quosdam inanes metus tecum semper pusio cum maiore sorore cubitavit. Eum putato tecum loqui: "Quid tumultuaris, soror? quid insanis? Quid clamorem exorsa verbis parvam rem magnam facis? Vicinum adulescentulum aspexisti; candor huius te et proceritas, vultus oculique pepulerunt; saepius videre voluisti; fuisti non numquam in isdem hortis; vis nobilis mulier illum filium familias patre parco ac tenaci habere tuis copiis devinctum; non potes; calcitrat, respuit, non putat tua dona esse tanti; confer te alio. Habes hortos ad Tiberim ac diligenter eo loco paratos, quo omnis iuventus natandi causa venit; hinc licet condiciones cotidie legas; cur huic, qui te spernit, molesta es?"
 
traduzione
 
36. Se tu, poi, preferisci che io ti tratti con maggior riguardo, lo far?. Allontaner? quel vecchio arcigno e quasi selvatico. Prender? invece .... s?, qualcuno tra questi e precisamente il tuo minor fratello, che in questa materia e cos? pieno di garbo, che ti ama pi? di ogni altro, e che, non so per quale (credo io) timidezza di vani terrori notturni, ha sempre usato dormire con te, come un fanciullo con la sorella maggiore. Immagina che egli ora parli con te: ?Perch? mai, o sorella, smani in questo modo? Che pazzia ? la tua? "Perch? con tanto chiasso di parole, una piccola cosa ingigantisci?" Tu hai adocchiato un giovinetto, tuo vicino di casa; il suo candore, la figura slanciata, il volto, gli occhi ti hanno colpita; l'hai voluto vedere pi? di frequente, ti sei talvolta trovata con lui nello stesso giardino; donna dell'alta societ?, ti sei proposta di avvincere a te, con le tue larghezze, questo figlio di famiglia dal padre avaro e spilorcio. Non ci riesci: egli recalcitra, non ne vuol sapere di te, ti rifiuta, non giudica che i tuoi doni valgano tanto. E cercatene un altro! Hai un giardino sul Tevere, e te lo sei adattato apposta in quel luogo perch? tutta la giovent? di Roma ci venga col pretesto del nuoto. Eccoti dove tu puoi ogni giorno sceglier secondo il tuo gusto. Perch? tormentare proprio costui che t'ha a noia??
 

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